Educatori di noi stessi … educhiamoci (per educare) alla lettura

30 Ott , 2024 - Lettura - lettura condivisa ad alta voce nella Scuola dell'Infanzia

Educatori di noi stessi … educhiamoci (per educare) alla lettura

aggiornato 6 mesi ago fa da Sara Rinaldi

Ciao! Bentornato/a o benvenuto/a nel mio blog Finestre Pedagogiche.

In questo post vediamo quale potrebbe essere uno dei punti di partenza per promuovere la lettura … apriamo la finestra!

Una premessa importante per gli adulti di riferimento e facilitatori della lettura potrebbe essere, a mio avviso, partire dalla consapevolezza di quale sia il proprio approccio alla lettura, solo osservando, senza esprimere pareri e giudizi ma, solo, chiedendosi … “Che cos’è per me la lettura?” Lo sappiamo, in quanto educatori, insegnanti, pedagogisti, è fondamentale, in primo luogo, osservare e riflettere sul nostro operato, sui messaggi che vogliamo trasmettere, sui percorsi che intraprendiamo ed aiutiamo ad intraprendere. Allora, facciamo così anche per la lettura. Va bene se si è “lettori forti” e va bene se non si legge affatto. Ma, consapevoli del fatto che, per promuovere una pratica educativa, un metodo, è importante farne esperienza o comunque partire dall’idea che sia qualcosa di valido, qualcosa in cui crediamo … allora direi che, per  educare alla lettura, dovremmo farne esperienza e/o riconoscere noi per primi  cosa per noi rappresenti.

La domanda “Che cos’è per me la lettura?” ci porta ad acquisire diversi feedback, diverse prospettive (o finestre che si aprono!) su di essa e possono emergere differenti risposte … ad esempio, per me la lettura è qualcosa che ha bisogno di uno spazio e di un tempo propri, non mi si può chiedere di leggere, o meglio, l’unica lettura che intendo come “di dovere” è quella relativa al lavoro, quella di studio vero e proprio, in ogni caso, però, anche lì c’è una forte componente di interesse e curiosità per gli argomenti che, talvolta, allevia la fatica che potrebbe emergere. Tuttavia, questo tipo di lettura è, ovviamente, più faticoso rispetto a quella dei romanzi e dei saggi che leggo “per piacere”.

Ancora, per me la lettura è anche viaggio, per scoprire nuovi posti, nuove realtà, sia di luoghi fisici che di pensiero, di azione, con cui, magari, posso confrontarmi e far emergere riflessioni.

La lettura è, per me, anche qualcosa che dona calma e sicurezza, e torniamo così allo spazio ed al tempo di cui accennavo prima.

Allora, queste risposte, che sono solo alcune tra tutte quelle che darei, ma costituiscono comunque un estratto significativo di ciò che per me rappresenta la lettura, quale feedback mi offrono?

Beh direi, innanzitutto, che non potrei chiedere o “prescrivere” a qualcuno di leggere, tuttavia, potrei far emergere quali siano, a mio avviso, le utilità e gli effetti benefici della lettura ed aprire a questa possibilità, a questa prospettiva. Potrei proporre e promuovere la lettura in maniera diretta o indiretta e rimanere aperta ad osservare ciò che accade, qual è la riposta che emerge dall’altra parte.

Ti invito, dunque, a porti questa domanda “Che cos’è per me la lettura?”, potrai riflettere sulle risposte che (ti) darai ed utilizzarle un po’ come una bussola per orientarti nel promuovere la lettura.

Grazie per aver letto fin qui, alla prossima!

Sara


2 Responses

  1. Per me la lettura è tempo dedicato a se stessi, è imparare cose nuove, è curiosità e scoperta. La lettura è possibilità, è un bene che va coltivato con pazienza, sempre ascoltando le proprio esigenze e mai imponendolo.
    Grazie Sara per queste riflessioni!!

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