Laboratorio educativo post lettura: possibilità o necessità?

17 Set , 2025 - Lettura - lettura condivisa ad alta voce nella Scuola dell'Infanzia

Laboratorio educativo post lettura: possibilità o necessità?

aggiornato 3 mesi ago fa da Sara Rinaldi

Ciao! Bentornata/o, benvenuta/o nel mio blog Finestre Pedagogiche.

Vediamo, oggi, un elemento spesso associato all’attività di lettura condivisa ad alta voce nella Scuola dell’Infanzia, ovvero, il laboratorio educativo post lettura.

Sia relativamente a questo specifico argomento, sia oltre esso, quindi, in generale, a livello pedagogico ed educativo, la prospettiva di base, ovviamente, è quella dell’orizzontalità, a livello di importanza e valore, di tutte le attività educative.

Infatti, ci si potrebbe riferire ad una “gerarchia delle attività” solo nel caso in cui si intenda focalizzare l’attenzione su ciò per cui o a cui una determinata attività, o una variante della stessa, piuttosto che un’altra, prepara, relativamente al periodo di crescita, quindi, allo step che aiuta a fare.

Allora, in questo caso, l’osservazione di questo principio può aiutare a scegliere con più consapevolezza quale attività, o variante della stessa, proporre ai bambini.

Utilizzo, quindi, l’espressione “laboratorio educativo post lettura” solo per identificare il momento in cui, più spesso, si realizza, quando vengono proposti entrambi.

È sulla base di queste premesse che ti invito a continuare nella lettura di questo blogpost.

Come ponti che collegano spazi e luoghi, anche attraverso gli albi illustrati e la loro narrazione possiamo creare collegamenti tra storie, idee, azioni, percorsi ed attività!

È molto significativo progettare e proporre ai bambini laboratori educativi ispirati alla storia narrata; che siano attività dove si esercita la motricità fine, che siano giochi a squadre, oppure, attività motorie, ad esempio, anche associate alla musica, il laboratorio educativo associato alla lettura può costituire un’importante occasione e possibilità di apprendimento ed espressione, dunque, di educazione.

Tuttavia, ai fini della promozione dell’attività di lettura, su cui qui ci focalizziamo, il laboratorio educativo ad essa associato non dovrebbe rappresentare la condizione necessaria e indispensabile per la realizzazione dell’attività;

mi spiego meglio, in termini di qualità di ciò che proponiamo, anche il laboratorio associato alla lettura condivisa ad alta voce, se presente, avrebbe bisogno di progettualità e cura, dunque, di tempo per la progettazione e la realizzazione e non sempre è disponibile un tempo abbastanza lungo per far sì che tutte le attività si sviluppino con una certa qualità che, invece, si intende favorire.

Inoltre, la lettura, come tutte le altre attività educative, è già molto ricca e significativa di per sé per le funzioni e i processi di apprendimento che attiva e che sostiene, quindi, nel momento in cui si sceglie di proporla, lo si può fare anche senza laboratorio ad essa collegato e questo principio, ovviamente, vale orizzontalmente per tutte le attività educative; piuttosto che aggiungere, talvolta, risulterebbe molto significativo semplificare, facendo una scelta più di priorità e qualità, per un determinato momento/contesto.

Quindi, in questo caso, le domande potrebbero essere:

In generale, quale attività educativa è più adatta a questo momento/contesto? E in quale modalità? Più strutturata o meno strutturata?

Se, ad esempio, durante la mattina le altre attività educative terminano prima del previsto e mancano ancora venti minuti al pranzo, si potrebbe optare, per questo breve arco di tempo prima del pasto, per la lettura di un albo particolarmente caro ai bambini.

L’attività di lettura in questo caso, evidentemente, sarà meno strutturata ma, comunque, potrebbe essere molto significativa, in virtù dell’interesse e della partecipazione dei bambini all’attività e della sua funzione di preparazione al momento successivo;

infatti, ad esempio, si potrebbe proporre un albo illustrato in cui viene narrato un momento legato ai pasti della giornata e, così, la lettura diventa ancora una volta strumento educativo di orientamento, di preparazione a qualcosa che sta per arrivare!

Come adulti di riferimento e facilitatori della lettura, lasciamoci anche spazio per le intuizioni momentanee sull’attività di lettura, basate sulle nostre esperienze, osservazioni e competenze, perché quello della lettura o, perché no, anche del racconto orale, possa essere uno strumento educativo cui far riferimento anche quando non è stato programmato, ma, riteniamo che sia opportuno e significativo in base alle esigenze del contesto e a ciò che osserviamo.

P.S. Vorresti approfondire la tematica della promozione della lettura condivisa ad alta voce nella Scuola dell’Infanzia e renderla un’attività più significativa per i bambini della tua sezione?! Ti invito a esplorare gli altri articoli del Blog ed il servizio Finestre sulla lettura: laboratorio pedagogico per insegnanti della Scuola dell’Infanzia.

Grazie per aver letto fin qui, alla prossima!

Sara


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *