I “periodi” universitari: gestione dello studio tra frequenza delle lezioni e studio autonomo (parte 1)

27 Nov , 2024 - Metodo di studio universitario

I “periodi” universitari: gestione dello studio tra frequenza delle lezioni e studio autonomo (parte 1)

aggiornato 10 mesi ago fa da Sara Rinaldi

L’anno accademico è costituito da diverse fasi, diversi momenti che potrebbero richiedere una differente organizzazione e gestione. L’alternanza di periodi di maggior frequenza dei corsi e di periodi di studio autonomo è, forse, la macro caratteristica principale dell’anno accademico.

Esploriamo, dunque, una prospettiva per gestire spazio e tempo di studio in questi due periodi principali che caratterizzano l’anno accademico. Potrai utilizzare questi spunti adattandoli, come sempre, a ciò che più funziona per te.

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Nel post precedente, si è parlato dell’utilità del portare i libri di testo già a lezione e del prendere appunti durante le lezioni. Questi due strumenti, queste due azioni, costituiscono già buona parte del lavoro di studio. Sottolineando nei testi i contenuti disciplinari trattati a lezione e prendendo appunti cercando di estrapolare i concetti chiave degli argomenti disciplinari affrontati, abbiamo costruito già una solida base di partenza da cui approfondire ed elaborare, poi, ulteriormente, la materia e l’argomento. Quando frequentiamo le lezioni, dunque, cerchiamo di occuparci di questo, cerchiamo di concentrarci, più che altro, su come fruire al meglio del tempo che dedichiamo alla frequenza dell’università.

Non trascuriamo, a questo proposito, quanto siano significativi il dialogo, la collaborazione ed il confronto tra colleghi: anche questo è uno dei modi per rendere funzionale il tempo che dedichiamo all’università! All’inizio del percorso, dialogare sulle discipline che si studiano, confrontarsi sugli orari, oppure anche semplicemente parlare dei vari territori da cui proveniamo, ad esempio, costituiscono ottime modalità per confrontarsi e conoscere nuovi punti di vista, o per rinforzare quelli che già si hanno. Da queste interazioni, poi, progressivamente, potrebbero consolidarsi conoscenze e amicizie che potrebbero durare davvero molto tempo! Altro piccolo spoiler che poi approfondiremo: i lavori di gruppo possono essere davvero preziosi, possono rappresentare esperienze molto significative di apprendimento e formazione da molteplici punti di vista!

Oltre alla frequenza delle lezioni, ci confrontiamo, poi, con il tempo e lo spazio autonomi dello studio. È in questo momento che dobbiamo fare la ricognizione dei contenuti da studiare, rapportarli al tempo disponibile e partire da ciò che abbiamo consolidato durante la frequenza delle lezioni. Ci sono diversi passaggi che possiamo seguire a questo punto, alcuni di quelli che menziono sono ciò che effettivamente ho fatto io durante il mio percorso universitario e come sempre, te li restituisco in una prospettiva pedagogica da considerare, cui ispirarti, o semplicemente integrare o confrontare con ciò che va bene per te.

Detto questo, ecco tre passaggi che potrebbero essere utili a questo punto:

– selezionare i contenuti da studiare secondo le indicazioni ricevute dal docente;

– scegliere un tempo sufficientemente lungo da dedicare alla materia e per quanto riguarda i libri di testo, suddividere le pagine da studiare per giorni. Ad esempio, le pagine da studiare sono 200, scelgo 10 giorni da dedicare a questo libro e quindi dovrò studiare 20 pagine al giorno;

– Integrare e confrontare i contenuti degli appunti e quelli dei libri.

Bene, per il momento ci fermiamo qui. Approfondiremo altri strumenti utili alla gestione dello studio autonomo nella seconda parte del post.

Intanto,

 Grazie per aver letto fin qui, alla prossima!

Sara


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